PACE (Wikipedia) Berluscounter! I am a geek La pace nel pensiero di Martin Luther King MAI PIù VIOLENZA SULLE DONNE SPOSI!

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"Sono fragile, delicato e sensibile. Questa è la mia forza".(Osho)

"Chi ha subito un danno è pericoloso perchè sa di poter sopravvivere." (Josephine Hart,"Il Danno")

"Dato che non penseremo mai nello stesso modo e vedremo la verità per frammenti e da diversi angoli di visuale, la regola della nostra condotta è la tolleranza reciproca" (M. Gandhi)

"Parmi un assurdo, che le leggi, che sono l'espressione della pubblica volontà, che detestano e puniscono l'omicidio, ne commettano uno esse medesime, e, per allontanare i cittadini dall'assassinio, ne ordinino uno pubblico." (Cesare Beccaria)

"Non si può amare in altro modo se non con la potenza di un dio e la spontaneità di un bambino."(Mirella Santamato)

“L'uomo è un mistero difficile da risolvere. Io voglio cercare di comprendere questo mistero perché voglio essere un uomo.”(Fëdor Dostoevskij)

Peace, Justice and no more wars

NON UN UOMO, NON UN SOLDO, NON UN ORA DI LAVORO - PER LA GUERRA

"Diventerai più intelligente ogni volta che coltiverai la tua capacità di guarire gli altri, aumenterai la tua comprensione della natura dell'anima e aiuterai a far venire alla luce il potenziale latente in te stesso e nelle persone che ami." (Rob Brezny)

"Se puoi sognarlo, puoi farlo." (Walt Disney)

"I nostri sogni e desideri cambiano il mondo." (Karl Popper)

"Per un essere cosciente esistere significa cambiare, cambiare significa maturarsi, maturarsi significa creare indefinitamente se stessi."(Henri Bergson)



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AMO LE DONNE! :)

«Preferisco l´amicizia e la complicità femminili a quelle maschili. Mi incuriosisce quella specie di segreto e di misteriosa indipendenza che vive nel cuore delle donne, anche le più umiliate e oppresse. Sono cresciuto in mezzo a loro, è loro che ho amato e ammirato (...)» (Pedro Almodóvar)

«El amor es el unico camino que no tiene final...» (Eduardo Palomo)

«La bellezza è nell'occhio di chi guarda» (Margareth Hungerford)

«Ci sono molte cose nella vita che colpiscono lo sguardo, ma solo alcune colpiscono il tuo cuore: segui quelle!» (Winston Churchill)

«La donna non è capace di amicizia, conosce solo l'amore.» (Friedrich W. Nietzsche)

Adamo: "Perché hai fatto Eva così bella?" Dio: "Perché tu la potessi amare." Adamo: "E allora perché l' hai fatta così stupida?" Dio: "Perché lei amasse te."

lunedì, 28 luglio 2008

Nuovi comici: leggete "la Repubblica"

Bossi e Barbarossa
la fiction lottizzata
di FRANCESCO MERLO

Bossi che spiega la storia agli storici e ispira e orienta una fiction storica della Rai può persino suscitare ammirazione, la stessa che suscitano gli acrobati, o quelli che corrono senza gambe, o ancora certi geniali imbonitori dei mercati del Sud ai quali l'Umberto sempre più somiglia anche fisicamente, quelli che vendono orologi patacche "che segnano le ore di tutti e sette i continenti: Palermo-Roma-Tokio".

Sicuramente adesso meglio si capisce perché i leghisti vanno a testa bassa contro i saperi accademici, contro i professori e ovviamente contro l'alfabeto. Considerano infatti "la cultura italiana" la loro vera antagonista. E le contrappongono una università a prezzi bassi e a poca fatica, a diti medi e a insulti sbavati, di cui Bossi è il rettore magnifico, le aule sono al bar, le ore di insegnamento e di elaborazione sono quelle delle pause pranzo, e la rivista scientifica di riferimento è l'autorevolissima Tv Sorrisi e Canzoni.

A questa versione padana della famosa 'Theory and History' lo statista imperial comunal Umberto Bossi ha dunque affidato le sue riflessioni su Alberto da Giussano del quale dice di essere la reincarnazione metempsicotica mentre l'odiato Barbarossa "oggi è lo Stato italiano", vale a dire - aggiungiamo noi - Bossi stesso, che ne è ministro. Nessuno infatti gli ha ancora spiegato che lo Stato è l'insieme dei ministri, di tutti quelli che amministrano, in nome del bene pubblico, gli spazi sociali.

Comunque sia, Bossi ha spronato alla 'padanerià militante - vale a dire a portare sullo schermo la ribellione contro la schiavitù all'Italia - i tecnici, gli attori e i registi del Barbarossa, la prima fiction di ispirazione bossiana, mostrandosi orgoglioso che finalmente la Rai riscriva o meglio scarabocchi la storia come vuole il catechismo leghista. Ed è una prostituzione intellettuale che mai era stata esercitata così in ginocchio, un vero 'monicalevinskismo' culturale al quale non era mai arrivata né la Rai della Dc e delle censure né quella ideologicamente piegata a sinistra di Tele-Kabul e poi del politicamente corretto. Davvero con le fiction di partito i dirigenti della Rai raschiano il fondo della volgarità spartitoria ma anche della stupidità culturale.

E bisogna infatti dire che il primo a ridere del Bossi colto, a riderne a crepapelle, (e ovviamente a bocciargli il figliolo e quella sua ormai famosa tesi scolastica sul federalismo di Cattaneo) sarebbe stato lo stesso Cattaneo che si batteva "per la Nazione delle intelligenze la quale abita tutti i climi e parla tutte le lingue", tranne quella sguaiata del geniale saltimbanco padano. Mentre Alberto da Giussano, che aveva bisogno di menti sane e corpi robusti, di guerrieri responsabili e non di fantasmi, avrebbe avuto pietà di lui e lo avrebbe mandato nelle retrovie affidandogli l'intrattenimento comico del popolo in armi contro il Barbarossa.

Al contrario la Rai, che - vale la pena ripeterlo - mai era stata così pacchianamente e miserabilmente partitocratica, invece di consegnarli una sezione del cabaret politico magari in concorrenza con Grillo, gli ha affidato quell'università popolare che è la fiction in costume, il romanzo storico alla Manzoni o alla Walter Scott.

E tutti capiscono che solo in Italia uno dei tanti ignoranti di talento, il Celentano dello Stato, può produrre storiografia e spiegare a tutti gli storici, da Gioacchino Volpe a Delio Cantimori, e ovviamente ai grandi medievisti Cardini e Le Goff chi era veramente Alberto da Giussano e quanto ce l'aveva duro, e chi era veramente Federico Barabarossa e quanto ce l'aveva moscio; e poi i comuni, il Papa, i guelfi e i ghibellini...

Ma il paradossale mistero rivelato dalla fiction sul Barbarossa non è che la Lega pensi che l'università sia un covo di boiardi e neppure che la Rai abbia oltrepassato i limiti della dignità e nemmeno che Bossi eserciti la sua proverbiale fantasia imbrogliona. Ciò che rimane ancora incomprensibile è perché i famosi imprenditori del Nord debbano sopportare una simile rappresentanza culturale di se stessi.

Davvero per difendere gli interessi economici della cosiddetta borghesia settentrionale bisogna mettere in piedi questo teatrino dei pupi? Perché l'imprenditore veneto deve avere come intellettuale organico un piazzista politico, un uomo senza professione, un geniale pataccaro? Perché una della grandi borghesie regionali d'Europa, che pure ha prodotto la migliore cultura d'Italia, deve permettere che il suo immaginario intellettuale e storico si popoli di queste fetecchie, di questa monnezza che puzza molto più di quella di Napoli? Ecco dove sta nascosta la verità di questo Barbarossa televisivo e del Bossi che ha scoperto - nientemeno - la storia.

(28 luglio 2008)
postato da: fabietto1967 alle ore 10:36 | link | commenti (1)
categorie: politica, dediche, da leggere, vergogna, resistere, sud
mercoledì, 02 luglio 2008

La minoranza ha il dovere di manifestare

Cari Amici,
mentre esprimo la mia solidarietà per la vostra manifestazione, vorrei che essa servisse a ricordare a tutti due punti che si è sovente tentati di dimenticare:

1) Democrazia non significa che la maggioranza ha ragione. Significa che la maggioranza ha il diritto di governare.

2) Democrazia non significa pertanto che la minoranza ha torto. Significa che, mentre rispetta il governo della maggioranza, essa si esprime a voce alta ogni volta che pensa che la maggioranza abbia torto (o addirittura faccia cose contrarie alla legge, alla morale e ai principi stessi della democrazia), e deve farlo sempre e con la massima energia perché questo è il mandato che ha ricevuto dai cittadini. Quando la maggioranza sostiene di aver sempre ragione e la minoranza non osa reagire, allora è in pericolo la democrazia.

Umberto Eco
postato da: fabietto1967 alle ore 11:46 | link | commenti (1)
categorie: politica, diritti, da leggere, resistere
martedì, 01 luglio 2008

...un Rom non può essere cristiano?

Leggete QUI ed anche QUI, e capirete perché l'emergenza democratica è veramente altissima...