Che bel film ho visto ieri sera: Lezioni di volo di Francesca Archibugi: Qui trovate una serie di recensioni, ho immodestamente aggiunto la mia su ImDb (ovviamente in inglese) ma voglio aggiungere alcuni pensieri che mi sono venuti dopo avere letto le prime:
Non vorrei fosse così, ma ogni volta che si parla di Amore (e quindi di Donne) ritorna fuori la sporca tendenza dell'uomo a "ragionare" solo con i bicipiti... Monichina mi ha spedito questa canzone di Christina Aguilera, come non pubblicarne il testo dopo averlo letto?
Auguri a tutte le donne, da Vibo Valentia a Torino! Auguri al Telefono Rosa Torino in modo particolare...
Whoa, oh, yeah,
She was so young with such innocent eyes
She always dreamt of a fairytale life
And all the things that your money can't buy
She thought that he was a wonderful guy
Then suddenly, things seemed to change
It was the moment she took on his name
He took his anger out on her face
She kept all of her pain locked away
Oh mother, we're stronger
From all of the tears you have shed
Oh mother, don't look back
Cause he'll never hurt us again
So mother, I thank you
For all that you've done and still do
You got me, I got you
Together we always pull through
We always pull through
We always pull through
Oh mother, oh mother, oh mother
It was the day that he turned on the kids
That she knew she just had to leave him
So many voices inside of her head
Saying over and over and over,
"You deserve much more than this."
She was so sick of believing the lies and trying to hide
Covering the cuts and bruises (cuts and bruises)
So tired of defending her life, she could have died
Fighting for the lives of her children
Oh mother, we're stronger
From all of the tears you have shed (all of the tears you have shed)
Oh mother, don't look back
Cause he'll never hurt us again (he'll never hurt us again)
So mother, I thank you (thank you)
For all that you've done and still do (still do)
You got me, I got you, (yeah you got me and I got you)
Together we always pull through.
Oh mother, oh mother, oh mother
All of your life you have spent
Burying hurt and regret
But mama, he'll never touch us again
For everytime he tried to bring you down
Just remember who's still around
It's over, and we're stronger
And we'll never have to go back again
Oh mother, we're stronger
From all of the tears you have shed
Oh mother, don't look back (oh mother don't look back again)
Cause he'll never hurt us again (cause he'll never hurt us again)
So mother, I thank you (and I thank you for all that you've done)
For all that you've done and still do (together we always move on)
You got me, I got you, (you got me, I got you)
Together we always pull through (always pull through)
We always pull through
We always pull through
I love you MoM



LA SCONOSCIUTA
durata 1 h e 58'
Drammatico
Con Michele Placido, Xenia Rappoport, Claudia Gerini, Margherita Buy regia di Giuseppe Tornatore
Italia, 2006
Un breve giudizio personale: Tornatore sa fare cinema, sa emozionare come pochi pur se concede molto alla "spettacolarizzazione" alla Hollywood (lieto fine incluso).
Questo è un film decisamente "forte" per vicenda narrata ed immagini... e guarda caso si parla di donne, di bambini e di sofferenza... ammetto di sentirmi un po' monotematico negli ultimi tempi...
Vi "regalo" la splendida recensione di Elisa Battistini (nella rubrica "NON HO SONNO" su Ravenna&Dintorni):
Bravo Tornatore, capace ne La sconosciuta di unire il melodramma e il thriller
Irena (Kseniya Rappoport), una giovane donna ucraina, si è appena trasferita in una cittadina in provincia di Treviso. Dall'appartamento che ha affittato, spia la finestra di fronte e dopo qualche giorno cerca addirittura di trovare lavoro come domestica nell'appartamento che sta tenendo sotto osservazione. Ci vive una famiglia benestante, composta da una bella moglie borghese (Claudia Gerini), da un silenzioso marito orafo (Pierfrancesco Favino) e dalla loro figlia Tea, una bambina di quattro anni. Perché Irena vuole ad ogni costo entrare nella vita di questa famiglia? E perché è continuamente tormentata da incubi del passato?
Sulla trama del noir e del mistero gioca egregiamente l'ultimo film di Giuseppe Tornatore, La sconosciuta. Fa piacere che un regista capace di scelte fin troppo epiche (La leggenda del pianista sull'oceano) e di melense sbavature (Malena ma anche il premiato Nuovo cinema Paradiso), sia tornato dietro alla macchina da presa con un lavoro totalmente diverso dal suo standard più noto. Un lavoro che si ricollega, invece, ad alcuni film meno conosciuti di Tornatore, come Il camorrista o Una pura formalità. La sconosciuta è un giallo con venature di riflessione sociale, ma - e qui sta davvero la scelta vincente del film - non ha affatto il registro dell'affresco sociologico, dei triti ritratti in stile televisivo sulle immigrate sfruttate. La sconosciuta è un bel lavoro perché è tanto cinematografico, perché sceglie un racconto che "sa di cinema", fatto di flaskback frammentari che si vanno via via precisando e solo lentamente disvelano l'identità e il dramma della protagonista (un'attrice russa molto brava, fisicamente identica a Debra Winger). La sconosciuta sceglie poi uno stile teso, violento, e mette in scena personaggi tutti più o meno sgradevoli. Irena non è un ex prostituta dal cuore tenero, ma è vendicatrice e capace di effratezze (ricorda per molti aspetti, a partire dalla fissità severa del suo sguardo, la Lady Vendetta di Park Chan Wook). La Gerini prosegue (dopo Non ti muovere di Castellitto) la sua galleria di donne antipatiche, altolocate e gelide, figlie di una società opulenta che non ha alcuna voglia di confrontarsi con chi non appartiene alla casta dei privilegiati. E se Favino è il classico marito inetto, ottimamente disegnate sono altre due figure di contorno: lo sfruttatore Michele Placido e l'ambiguo portiere Alessandro Haber. E' un film che osa, La sconosciuta, perché disconosce i registri mainstream con cui si parla di immigrazione e sfruttamento, e crea personaggi forti. Magari col rischio di renderli troppo cattivi o caratterizzati, ma riuscendo sempre a salvarsi dall'appiattimento sullo stereotipo. Meglio un personaggio forte che mi racconta qualcosa, che l'annacquata caratterizzazione del "volemose bene" imposta dalla televisione e, purtroppo, molto spesso ereditata anche dal cinema. Meglio uno stile codificato come il noir, che i codici spesso falsi del racconto sociale. Così, La sconosciuta racconta di quanto possano essere incazzati "loro", gli altri, ma lo fa con raffinatezza e senza posizioni ovvie e precostituite. Lo fa trasversalmente, con grande intelligenza. La storia così, risulta molto forte e capace di unire il melodramma con il thriller. Insomma, un bel lavoro.
Ricordate il post del 9 giugno? Ebbene la BIMBA è arrivata con un giorno di anticipo: vi presento SOFIA LISA:

...non posso esimermi, è troppo bello! :)


Vi presento il piccolo Federico, il neonato bimbo di mio cugino Roberto...

...e di mamma Simona...
